UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DEL TEMPO LIBERO, TURISMO E SPORT
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Educare allo Sport: concluso il Secondo corso di formazione

L’Avamposto si afferma sempre più pilastro fondamentali per la costruzione di comunità più sane, unite e resilienti
22 Giugno 2025

Con una giornata finale in presenza si è concluso con successo il corso "Educare allo Sport-Avamposti Sportivi 2025", un evento che ha esplorato il profondo legame tra sport, fede e inclusione. La giornata, ricca di interventi significativi e momenti di profonda spiritualità, si è tenuta presso il Pontificio Seminario Romano e ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo religioso, sportivo e sociale.

L'apertura dei lavori è stata affidata a Don Michele Gianola, che ha offerto un saluto iniziale e una preghiera, dando il via a una giornata all'insegna della riflessione e della condivisione.

Il cuore della mattinata è stato l'intervento del Dott. Juri Stara, Segretario Generale del Comitato Italiano Paralimpico che ha appassionato la platea con una dettagliata disamina su "Il movimento paralimpico italiano", illustrando l'importanza dello sport come strumento di inclusione e riscatto per gli atleti con disabilità.

Successivamente, i partecipanti hanno preso parte a un toccante pellegrinaggio giubilare, culminato nel significativo passaggio della Porta Santa. Un momento di spiritualità che ha sottolineato il valore del percorso e dell'apertura verso l'altro.

Dopo il pranzo, i lavori sono ripresi con una tavola rotonda dedicata alle esperienze di sport inclusivo. Il dibattito ha visto la partecipazione di relatori che hanno portato testimonianze concrete e progetti innovativi:

  • Il Dott. Marzio Mori, Direttore della Caritas Diocesana di Firenze, ha condiviso le iniziative della Caritas volte a promuovere l'inclusione attraverso l'attività sportiva.
  • La Dott.ssa Marinella Modugno, referente di Parkin Zone Onlus, ha presentato un commovente progetto sportivo specificamente ideato per i malati di Parkinson, evidenziando come lo sport possa migliorare significativamente la qualità della vita.
  • La Dott.ssa Angela Karakhanian, coordinatrice dell'area educativa della Città dei Ragazzi, ha illustrato l'impegno dell'organizzazione nel garantire l'accesso allo sport per tutti i giovani, indipendentemente dalle loro condizioni.

Importante e coinvolgente è stato il dibattito e gli interventi delle varie diocesi, quali Anagni, Napoli, Palermo, Savona con Varazze, che hanno evidenziato come la vita parrocchiale è il cuore pulsante dell’attività ecclesiale. Tuttavia molte diocesi si trovano oggi a fare i conti con una serie di problematiche strutturali e pastorali che richiedono risposte innovative. Ed è qui che si vanno a collocare gli Avamposti, quale risposta alla crisi dello sport ed all’innovazione.

E’ riconosciuto che lo sport possa essere un potente strumento per trasmettere valori come il rispetto, la disciplina, la lealtà, il gioco di squadra e la sana competizione. Le diocesi promuovono iniziative che vanno oltre la mera attività fisica, ponendo l'accento sull'educazione integrale della persona.

Un altro punto chiave è l'accessibilità dello sport per tutti, inclusi i giovani in situazioni di disagio o con disabilità. Le diocesi si interrogano su come le parrocchie possano farsi promotrici di un'offerta sportiva inclusiva, superando barriere economiche o sociali.

L'integrazione tra l'azione pastorale tradizionale e l'impegno nel campo sportivo emerge come una via sempre più percorsa. Le parrocchie, animate da uno spirito di apertura e collaborazione, possono diventare veri e propri "laboratori" di inclusione, formazione e crescita umana e spirituale, contribuendo in modo significativo al benessere e alla coesione sociale del territorio.

Gli "Avamposti Sportivi" rivestono un'importanza fondamentale per le comunità, offrendo una vasta gamma di benefici che vanno ben oltre la semplice pratica fisica. Essi giocano un ruolo essenziale nella crescita e nello sviluppo dei giovani. Offrono un ambiente strutturato e sicuro in cui i ragazzi possono:

  • Acquisire competenze e valori: Imparare il lavoro di squadra, la disciplina, il rispetto delle regole, la perseveranza e la gestione della vittoria e della sconfitta. Queste sono tutte competenze trasferibili che li aiuteranno nella vita.
  • Migliorare la salute fisica e mentale: La pratica sportiva regolare contribuisce a combattere la sedentarietà, l'obesità e a migliorare il benessere psicofisico generale, riducendo lo stress e favorendo uno stile di vita sano.
  • Costruire relazioni positive: Lo sport è un potente strumento di aggregazione. Permette ai giovani di interagire con coetanei e adulti (allenatori, volontari) in un contesto positivo, sviluppando amicizie e un senso di appartenenza.
  • Scoprire il proprio potenziale: Partecipando a diverse attività sportive, i giovani possono scoprire talenti nascosti e sviluppare una maggiore fiducia in sé stessi.

Coesione Sociale e Senso di Comunità

Gli Avamposti Sportivi sono veri e propri centri di aggregazione per le comunità, favorendo:

  • Inclusione sociale: Offrono opportunità di partecipazione a tutti, indipendentemente dall'età, dal genere, dall'origine sociale o dalle abilità. Questo può aiutare a rompere le barriere e a creare un senso di unità.
  • Identità e orgoglio comunitario: Eventi sportivi locali e squadre rappresentative possono generare un forte senso di identità e orgoglio tra i residenti, unendo le persone attorno a un obiettivo comune.
  • Volontariato e impegno civico: Gli avamposti sportivi spesso si basano sul contributo di volontari, che rafforzano il tessuto sociale e offrono ai cittadini la possibilità di sentirsi parte attiva della propria comunità.

Con gli avamposti sportivi vi è l’obiettivo di far tornare la parrocchia al centro come riferimento culturale, formativo e progettuale per tutte le realtà sportive del territorio.

In sintesi, gli avamposti sportivi sono molto più che semplici luoghi dove praticare attività fisica; sono pilastri fondamentali per la costruzione di comunità più sane, unite e resilienti, con un impatto profondo e duraturo sul benessere individuale e collettivo.

A chiudere la serata, la Prof.ssa Claudia Caneva, Preside dell'ISSR (Istituto Superiore di Scienze Religiose) Ecclesia Mater, ha offerto un'illuminante riflessione conclusiva, legando i temi della giornata ai valori della fede e dell'educazione.

La giornata si è conclusa con la consegna degli attestati di partecipazione al corso "Avamposti Sportivi 2025" per Progettista sportivo, Manager sportivo, Coordinatore sportivo, Mediatore sportivo ed Educatore e-sposrts; un riconoscimento per l'impegno e la dedizione dei partecipanti nel promuovere uno sport più accessibile e inclusivo.

L'evento ha rappresentato un'importante occasione per ribadire come lo sport possa essere un potente veicolo di inclusione sociale e spirituale, promuovendo valori fondamentali di accoglienza, rispetto e solidarietà.

Nunzio Mercogliano, Avamposto Sportivo CSI-Napoli