UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DEL TEMPO LIBERO, TURISMO E SPORT
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Itinerari di santità: Santuario di Santa Maria Goretti

Luogo di profonda spiritualità in cui riposano le spoglie della Santa
10 Luglio 2026

Nettuno e il miracolo del perdono: sulle tracce di Santa Maria Goretti

L’itinerario di questo mese di luglio ci porta sulle tracce di Santa Maria Goretti, "Marietta" per chi la amava. Un viaggio in luoghi dove la povertà più estrema è diventata il terreno fertile per una santità immensa; un percorso spirituale che parla dell'infinita grandezza dei cuori puri. Per comprendere il mistero di una bambina capace di un eroismo che ancora oggi interroga le nostre coscienze, bisogna spingersi a sud di Roma, tra la brezza marina di Nettuno e le campagne silenziose dell’Agro Pontino.

Un fiore sbocciato nella fatica
Nata a Corinaldo, nelle Marche, nel 1890, Maria si trasferì ben presto con la famiglia a Le Ferriere di Conca, nelle paludi pontine, in cerca di lavoro e sopravvivenza. La sua fu un'infanzia segnata dai sacrifici: la fatica nei campi, la minaccia costante della malaria e, a soli dieci anni, la perdita del padre Luigi. In quel contesto di miseria contadina, Marietta divenne il pilastro della casa, accudendo i fratelli minori mentre la madre Assunta lavorava la terra. Non sapeva leggere né scrivere, ma possedeva una saggezza spirituale profonda. La sua fede si nutriva di piccoli gesti quotidiani, della recita del Rosario e dell’Eucaristia.

Il martirio e la forza dell'innocenza
Il dramma si consumò in un caldo pomeriggio d'estate, il 5 luglio 1902. Alessandro Serenelli, un giovane vicino di casa, tentò per l'ennesima volta di abusare di lei. La resistenza di Marietta non fu solo una difesa fisica, ma un atto di profonda consapevolezza morale: «No, Dio non lo vuole, se fai questo vai all'inferno!», gli gridò, anteponendo l'anima del suo aggressore alla propria salvezza terrena. Colpita da quattordici pugnalate, fu trasportata d'urgenza all'ospedale Fatebenefratelli di Nettuno (oggi la "Tenda del Perdono"). Lì, nel tormento dell'agonia che si concluse il 6 luglio, compì il vero miracolo che la consegnerà alla storia della Chiesa: a chi le chiedeva se perdonasse il suo assassino, rispose senza esitazione: «Sì, per amore di Gesù lo perdono, e voglio che venga con me in Paradiso».

Il miracolo dei gigli bianchi
Alessandro Serenelli, condannato a trent'anni di carcere, rimase chiuso a lungo in un silenzio ostile e impenitente. Fino a una notte in cui sognò Marietta, vestita di bianco in un giardino luminoso, che gli porgeva quattordici gigli, uno per ogni ferita che le aveva inferto. Man mano che lui li prendeva, i fiori si trasformavano in fiammelle. Quella visione spezzò le catene della sua colpa. Scontata la pena, il suo primo gesto di uomo libero fu recarsi da mamma Assunta, la notte di Natale del 1934, per implorare il suo perdono. Nel 1950, in piazza San Pietro, davanti a Papa Pio XII e a una folla oceanica, Maria Goretti venne proclamata Santa. Per la prima volta nella storia della Chiesa, una madre assisteva alla canonizzazione della propria figlia, mentre l'assassino, divenuto terziario francescano, pregava in silenzio in un convento.

Il santuario e l'abbraccio dei pellegrini
Oggi, visitare il santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti, a Nettuno, significa entrare in un luogo di pace profonda, situato a pochi passi dal mare. Il cuore del pellegrinaggio è la cripta che custodisce le spoglie della Santa. Accostarsi alla sua urna è un'esperienza che tocca le corde più intime: qui arrivano giovani in cerca di una bussola, famiglie ferite, e migliaia di persone che chiedono a Marietta la grazia più difficile di tutte: la forza di perdonare chi ha fatto loro del male.

Informazioni utili per il pellegrino

Dove: Santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti – Piazzale San Rocco, Nettuno (Roma).
Da non perdere: La Cripta nel Santuario con l'urna della Santa; la "Tenda del Perdono" (il luogo dove un tempo sorgeva la stanza d'ospedale in cui spirò, nel centro di Nettuno) e, spostandosi di qualche chilometro a Le Ferriere (Latina), la "Casa del Martirio", rimasta intatta come in quel luglio del 1902.

Sara Alessandrini, Catholic Travel Blogger - Itinerari Religiosi - Per saperne di più: www.saralessandrini.it