UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DEL TEMPO LIBERO, TURISMO E SPORT
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Le donne di Cortina 1956, di Antonella Stelitano e Adriana Balzarini-Edizioni Minerva 2025

Un viaggio nella memoria collettiva tra sport, emancipazione e trasformazione sociale
14 Gennaio 2026

Cortina d’Ampezzo, 1956. La Perla delle Dolomiti si prepara a ospitare i VII Giochi Olimpici invernali. In un palcoscenico che si ritrova a coniugare sport, mondanità e diplomazia, le donne ci sono. Sono poche, ma sono destinate a lasciare un segno indelebile nella storia dello sport e non solo. Accanto ad atlete e campionesse troviamo infatti le prime giornaliste sportive inviate ai Giochi Olimpici, qualche giudice di gara, qualche allenatrice, ma c’è anche una speaker, un architetto che si occupa dell’immagine integrata della cittadina ampezzana, ci sono segretarie e interpreti arruolate per l’occasione e ci sono molte spettatrici d’eccezione. Sono tutte figure spesso rimaste nell’ombra e relegate ai margini dell’evento olimpico.

Con Le donne di Cortina 1956, Antonella Stelitano e Adriana Balzarini restituiscono voce e volto a quelle protagoniste, tracciando un mosaico corale di storie che si intreccia con l’avventura olimpica e la trasformazione sociale dell’Italia degli anni Cinquanta. Pubblicato da Edizioni Minerva e arricchito dalla prefazione di Deborah Compagnoni, questo libro raccoglie memorie, documenti inediti, fotografie e testimonianze in grado di restituire un affresco nuovo e sorprendente di quell’evento.

Troviamo così protagoniste come Giuliana Minuzzo Chenal, prima donna a cui venne affidata la lettura del giuramento olimpico nella cerimonia inaugurale, Fiorella Negro e Manuela Angeli, celebrate sulle riviste nazionali e internazionali, Giovanna Mariotti unica giornalista italiana accreditata, Alberta Vianello unica tedofora, l’architetto Franca Helg che progetta l’immagine integrata dei Giochi poi copiata anche a Tokyo 1964, Giuliana Attenni, che cura il montaggio del film dedicato a questi Giochi Olimpici: Vertigine Bianca.

E poi l’unica donna speaker, allenatrici, giudici di gara, interpreti, segretarie, addette alle premiazioni, donne che si occuparono degli eventi culturali di quei giorni, la donna che custodì la bandiera dello stadio olimpico, fino alle “donne del paese” che accolsero un evento che trasformò Cortina in un crocevia mondiale.

Il libro non tace le contraddizioni del tempo, prima tra tutte quella di scoprire come nelle cronache del tempo, veniva data scarsa attenzione alle gare femminili e alle sue protagoniste di cui si preferiva soffermarsi su dettagli di costume, sul fisico, sulla loro vita privata. L’unica donna a meritate i titoli dei giornali di quei giorni è la madrina Sophia Loren.

Il volume alterna ritratti personali spesso inediti e analisi storica, offrendo un racconto che va oltre la competizione e restituisce l’atmosfera unica di quei giorni ma soprattutto la memoria a donne che rischiavano di essere dimenticate. Documenti inediti di archivio, foto e articoli di giornale conservati dalle protagoniste del tempo o dai loro eredi, hanno reso possibile ricostruire momenti rimasti unici nella vita delle protagoniste e nella storia dello sport di cui queste donne furono autentiche pioniere.

Questo singolare taglio e il legame con l’attualità – in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 – rendono questo libro particolarmente significativo.

Per le Edizioni Minerva prosegue una missione vocata a riportare alla luce storie che intrecciano sport, cultura e società. Le donne di Cortina 1956 è più di un saggio: è un viaggio nella memoria collettiva, un omaggio a quelle protagoniste silenziose che hanno contribuito a scrivere una pagina fondamentale della storia olimpica e italiana.

In questo racconto affiorano anche la bellezza dei luoghi e i valori dell’impegno, dell’amicizia, della solidarietà, che sono alla base dell’ideale olimpico. Valori importanti, che lo sport è sempre chiamato a sostenere e promuovere” (dalla Prefazione di Deborah Compagnoni).