UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DEL TEMPO LIBERO, TURISMO E SPORT
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

PSL: la Laudato Sì sulla via di Francesco

Da Gubbio ad Assisi  per i dieci anni dell’Enciclica
23 Settembre 2025

Agosto è tempo di cammino. Anche quest’estate l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI ha organizzato la settimana itinerante sulla Dottrina sociale della Chiesa dal 25 al 30 agosto. La route 2025 ha seguito le orme di Francesco d’Assisi da Gubbio alla città del santo, passando per Perugia.

I boschi dell’Umbria hanno fatto da scenografia ad un percorso incantevole lungo circa 90 chilometri. Sentieri, strade bianche e asfalto si sono alternati, collocandoci idealmente nel cammino che san Francesco ha fatto da Assisi a Gubbio. Quattro tappe hanno scandito le giornate, raggiungendo l’Eremo di san Pietro in Vigneto, Valfabbrica, Perugia e la Basilica di san Francesco in Assisi.

Il cammino fa sentire la stanchezza ma libera il tempo, la mente e il cuore. Alcune immagini si stampano nell’anima: l’alba all’Eremo di san Pietro e dopo la salita sul colle Monteverde verso Pianello; le colline della valle del fiume Chiascio, il panorama sul lago di Valfabbrica dal castello di Biscina, i boschi di conifere, le faggete tra abbazie e chiese antiche, il verde sull’argine del Tevere tra Ponte san Giovanni e Collestrada… E poi le piazze di Gubbio, di Valfabbrica, di Perugia, di Bastia Umbra e di Assisi: un inno al Medioevo!

Le bellezze della natura hanno introdotto i quindici partecipanti ai contenuti dell’enciclica Laudato si’, a dieci anni dalla sua pubblicazione. Un conto è parlare di ecologia integrale in astratto e un conto è regalarsi una full immersion nel creato gustandone i frutti selvatici, i paesaggi, i silenzi, i colori, i profumi, i suoni, le sfumature e le asperità dovute alle salite-discese e al caldo.

Non meno significativi sono stati gli incontri sul cammino. Una vera benedizione. Indimenticabile è stata l’accoglienza degli ospitalieri dell’Eremo di san Pietro per la colazione del secondo giorno, oppure la gentilezza della fornaia di Pianello, la cuoca della pasta all’amatriciana a Valfabbrica o delle trofie con salsiccia ad Assisi, il frate della Chiesa di Santa Maria della Vittorina a Gubbio, dove si ricorda l’episodio di Francesco e il lupo o il Custode del Sacro Convento.

Il cammino tempra il corpo, ma soprattutto avvicina le esistenze. Allena alla condivisione, anche quando non te l’aspetti. Non mancano mai momenti di crisi e di stanchezza. Insieme, però, affiorano le storie di vita, i sogni, i desideri profondi. Più ci si inoltra nel percorso e più ci si alleggerisce dei propri pesi perché si impara a riconoscere il valore delle persone. Si fa esperienza che ciascuno può contare sugli altri. Non si è più soli nelle difficoltà.

Nei pomeriggi si è riservato del tempo per riflettere sulla Laudato si’ e per ascoltare testimonianze umbre di un imprenditore (Sauro Pellerucci di Pagine Sì SpA), due cooperatori (Elisa Calzuola della Cooperativa Nuova Dimensione e Carlo Di Sanna, presidente di Confcooperative Umbria) e una religiosa (suor Pina Ester, alcantarina). Approfondimenti preziosi che hanno aiutato a familiarizzare con concetti come ecologia integrale, sostenibilità, giustizia sociale, economia civile e circolare, cultura della cura, risparmio delle risorse, logica dello scarto, riciclo, tecnocrazia… Davvero tutto è connesso, le questioni ambientali e quelle sociali. I temi della salute, del lavoro, della cura del territorio, dell’ecologia, dell’inclusione sociale non vanno separati.

Il magistero di papa Francesco ha avviato processi che richiedono conversioni culturali, spirituali e umane. Non bastano buone riflessioni, ma urgono scelte di vita che permettano di prendersi cura dell’ambiente, a tutela della biodiversità, per la mitigazione dei cambiamenti climatici e per vivere nuove forme di solidarietà nella produzione e condivisione delle risorse della terra e dell’energia. L’enciclica conosce un elisir di giovinezza, considerando l’importanza dell’ecologia per dare speranza alle generazioni future. La strada aperta da Francesco d’Assisi con il Cantico delle creature è entrata nelle pagine di papa Francesco e ora è percorsa da Leone XIV. Per questo, vale ancora l’invito presente nel documento quando scrive: «Molte cose devono riorientare la propria rotta, ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare. Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti. Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Emerge così una grande sfida culturale, spirituale e educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione» (LS 202).

Tanto può un cammino, che conosce la lentezza del passo dopo passo, tappa dopo tappa, giorno dopo giorno. Ad Assisi la meditazione sul Cantico, l’eucaristia al Sacro Convento, la preghiera sulla tomba di Francesco e Chiara e la riconciliazione sacramentale hanno concluso l’esperienza dei giovani animatori di comunità del Progetto Policoro e dei seminaristi.

Nell’anno giubilare la via di Francesco non è solo un percorso a piedi. È pellegrinaggio. La strada connette con i fratelli e le sorelle. Immerge nella pienezza delle relazioni. Insegna la vita.

di don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro