UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DEL TEMPO LIBERO, TURISMO E SPORT
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Venezia: la bellezza del Credo

Un ciclo di 7 incontri serali nella Basilica di San Marco, per celebrare il Credo con l’arte
25 Novembre 2025

«Se un pagano viene e ti dice: “Mostrami la tua fede!”, tu portalo in chiesa e mostra a lui la decorazione di cui è ornata e spiegagli la serie dei sacri quadri”». Con queste parole, che potrebbero sembrare quasi provocatorie, san Giovanni Damasceno invitava, molti secoli fa, all’evangelizzazione. Non suggeriva di dare il Vangelo in mano, o di far assistere a una Messa, ma di introdurre ai misteri cristiani percorrendo la via Pulchritudinis dei ‘sacri quadri’.

Entrambi i termini sono importanti: se il ‘quadro’ illustra, il ‘sacro’ va inteso secondo l’accezione che ne dà Hermann Hesse nel Klein e Wagner: «Arte significa: dentro a ogni cosa mostrare Dio». Quindi il linguaggio artistico non solo racconta attraverso la forma e il colore gli eventi della storia della salvezza, ma stimola in chi li contempla un sentimento puro e autentico del bello, suscitando «una presenza di Dio», che Simone Weil non esita a qualificare come «reale»: con la contemplazione dell’arte «accade come una specie di incarnazione di Dio nel mondo, di cui il bello ne è il marchio. Il bello è la prova sperimentale che l’incarnazione è possibile. Di qui, ogni arte di primo ordine è per essenza religiosa».

Ecco allora che la bellezza dei mosaici della Basilica di San Marco può davvero essere una via privilegiata per disvelare, nella luce del disegno di Dio, il segreto della persona, chi siamo e il significato della vita. I 1700 anni del Concilio di Nicea (325-1025) sono stati una preziosa occasione per gli Uffici per la Catechesi e la Pastorale della Cultura del Patriarcato di Venezia di proporre, con cadenza mensile da febbraio a novembre 2025, ad eccezione della pausa estiva, una serie di incontri aperti alla popolazione che, ponendo due voci in dialogo, illuminassero i mosaici alla luce della fede raccontata nel Credo della Chiesa.

L’obbiettivo era – come ha spiegato il direttore dell’Ufficio Evangelizzazione e Catechesi don Federico Bertotto nel corso della presentazione della prima serata – «di riassaporare lo stupore di un annuncio che ha saputo produrre vette di altissima cultura e straordinaria bellezza».

Ogni incontro è stato premiato da una numerossima presenza di pubblico: dalle 300 alle 400 persone hanno assistito, affezionate e attente, alle meditazioni artistiche, in cui la presentazione di un particolare settore dei mosaici, a cura di Ester Brunet e Alberto Peratoner, si alternava a una serie di catechesi sul significato degli articoli della Professione di fede nicena, di volta in volta affidata a sacerdoti, teologi e filosofi di spicco provenienti da tutta Italia (Giuseppe Tanzella Nitti, Giuseppe Barzaghi, Francesco Buono, Alessio Geretti, Maurizio Botta, Elena Massimi, Paolo Prosperi).

l pubblico, seduto comodamente in navata, era invitato a soffermare il suo sguardo sui mosaici, illuminati in modo da coglierne ogni particolare. Nel caso in cui le opere si fossero trovate in una posizione poco visibile, la proiezione di immagine e dettagli su uno schermo appositamente montato ha permesso a tutti di apprezzare i mosaici di volta in volta presentati. Ai partecipanti è stato inoltre donato un volantino con la riproduzione a colori delle figure proiettate.

L’intenzione è ora di proseguire su questa strada, incrementando le offerte di catechesi e evangelizzazione con l’arte a Venezia. Già quest’anno, assieme al ciclo “La Bellezza del Credo”, la Diocesi ha proposto a gruppi di pellegrini una serie di itinerari giubilari all’insegna del dialogo tra arte e fede, differenziati per diverse fasce d’età (https://www.patriarcatovenezia.it/evangelizzazione-e-catechesi/2025/02/07/pellegrini-di-speranza-itinerari-giubilari-a-venezia-per-gruppi-ed-eta/ ): condotti da alcuni volontari appositamente formati, i tre cammini sono stati pensati per guardare con occhi nuovi i grandi capolavori artistici che Venezia custodisce, così da vivere il senso dell'Anno Santo con maggiore consapevolezza.

In una città unica per la sua bellezza e ricca di arte sacra come Venezia, la sfida è riattivare quell’intreccio fecondo di immagini e parole di cui la Chiesa per secoli si è avvalsa per la comunicazione della fede.

Ester Brunet, storica dell'arte e co-curatrice del ciclo "La Bellezza del Credo"